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Divine Metamorphoses: beyond painting
1995 – 2009
In the Metamorphoses, Ovid counterposes the mutability and eternal becoming of metamorphosis to the fusion of human and divine, of history and myth. Following this trail, Costantino Di Renzo transformed all that is painting, into plastic elements that continue the story outside the geometry of canvas.
Ne Le Metamorfosi, Ovidio contrappone la mutevolezza e l’eterno divenire con la fusione di umano e divino, di storia e mito. Seguendo questa traccia, ha trasformato ciò che è in pittura, in elementi plastici che ne continuano il racconto al di fuori della geometria della tela.

Artistic criticism written by Italo Mussa
I miti ci rassicurano sulla stabilità di quello che è instabile e sull’esistenza di quello che è invisibile, ci intrattengono filosoficamente sul male che è dentro di noi o che viene dall’esterno, sulla paura di scoprire la menzogna nelle nostre azioni primordiali.
Certo, il mito ama anche disciogliere i nodi inestricabili che ci legano al mistero del mondo ed al mistero della morte e narrandoci storie straordinarie ci assolvono di molti peccati.
Da dove nascono quindi i miti che Costantino Di Renzo descrive nei suoi quadri?
Sarebbe molto facile rispondere: dall’antico, dai recessi primordiali dell’anima, dalla storia, secondo gli spiriti positivisti; dai sogni, direbbero gli psicanalisti freudiani; dalla memoria inconscia collettiva, direbbero i seguaci di Jung; dai simboli, potrebbe suggerirci qualche anima mistica; dai rapporti allegorici delle forme, direbbero gli strutturalisti; dai segni, secondo l’opinione dei seguaci di Barthes.
Certo, i suoi quadri possono anche nascere da una parte di tutte queste radici, ma questo è naturale, è semplicemente il risultato della cultura, dell’erudizione, della riflessione estetica, di cui Di Renzo è nutrito, ma noi vogliamo cercare qualcosa di più, capire meglio questa improvvisa invasione di miti nel cuore del ventesimo secolo, descritto da molti come un secolo arido, razionalista o almeno materialista.
Questa pittura sembra fatta per complicare straordinariamente il problema; per noi l’artificio è bellezza, è invenzione, è un gesto di coraggio e di trionfo, è la grande trasfigurazione che osserviamo anche nei quadri di Costantino Di Renzo che ci consentono un balzo straordinario attraverso il tempo.
Le sue opere ripropongono la riscoperta della leggenda e della favola, del mito che ci inganna ma che contemporaneamente ci illumina, ma forse ci troviamo soprattutto su una strada più sicura se parliamo anche della conquista dell’immaginazione.
E’ questa una indicazione preziosa che non dobbiamo trascurare.
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